Il caffè nelle pubblicità: da Carosello a George Clooney

caffè

Quanto è importante nella nostra tradizione il caffè?
Un rituale mattutino, una pausa tra una cosa e l’altra, per alcuni un’abitudine a cui non si può rinunciare.
Forse si può credere che, dato il suo abbondante consumo, non sia necessario creare delle campagne pubblicitarie attorno a questa fortunata bevanda… e invece no! Tanti sono i brand e tanta è la concorrenza.
In questo articolo faremo una piccola carrellata dei più fortunati spot pubblicitari a tema caffè, dagli anni ’60 ad oggi.

Anni ’60 e ’70

Caffè-PaulistaIl caffè nel Carosello era più che uno spot pubblicitario era una vera e propria storia avvincente, da seguire con interesse nelle sue diverse declinazioni. Stiamo parlando degli spot del Caffè Paulista con il Caballero e Carmensita, in onda sul Carosello Rai, appuntamento impredibile per grandi e piccini tra gli anni ’60 e ’70. In questi spot, ideati dal grafico pubblicitario Armando Testa, la chiave del successo era caratterizzata da rime facili e motivetto tormentone; il caffè compare solo alla fine e grande risalto veniva dato a due fattori: prezzo imposto e lattina gratis.

Anni ’80

Gli spot del caffè Paulista, conosciuto poi in seguito solo come caffè Lavazza, vengono rimpiazzati tra gli anni ’70 e ’80, da decine di spot di successo interpretati da Nino Manfredi, il quale lanciò i celebri slogan: “più lo mandi giù e più ti tira su” o “il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?”.

Anni ’90

Continuano tra gli anni ’80 e ’90 gli spot interpretati da personaggi famosi alle prese con beghe varie e avventure, come quelli della Kimbo con Gigi Proietti; il caffè comincia a essere il vero protagonista.

Indimenticabile la saga di Lavazza con Bonolis e Laurenti,  protagonisti di vicissitudini in Paradiso. Il caffè è protagonista silenzioso, spesso presente dall’inizio alla fine della storia o cornice dell’azione.

Nuovo millenio

Uno stile totalmente differente quello della Nespresso, che sceglie il sex appeal di George Clooney per affermare la brand identity dell’azienda: affascinante, sexy, generosa … ma un caffè può essere tutto questo?!

Dopo anni di “ Nespresso, what else?” l’azienda fa un drastico cambiamento di rotta.

La nuova campagna di comunicazione globale della Nespresso, presenta un radicale cambiamento rispetto al passato. La campagna  The choices we make racconta, come dicono le parole pronunciate dal narratore, una “storia vera”.

La voce fuori campo è quella dello stesso Clooney che da consumatore di caffè diventa foriero di valori -infarciti da un po’ pathos – che l’azienda vuole comunicare ai consumatori.

In questa campagna non si vede più il prodotto.

Clooney racconta: “la storia di una scelta… una scelta che permette ai coltivatori come Humberto di guadagnare di più, di avere più tempo libero e lo ha aiutato a sostenere la figlia Andrea per permetterle di perseguire i suoi sogni,  fino all’università. Ma di che scelta si tratta?
Alcuni anni fa, Nespresso ha deciso di costruire un centro di lavorazione del caffè a Jardìn, in Colombia, per migliorare la qualità dei chicchi di Arabica e del caffè che beviamo ogni giorno, ma in realtà è migliorato molto più di questo”.

Il messaggio dell’azienda è stato costruito seguendo lo schema di causa-effetto, in cui le decisione prese dalla Nespresso hanno un valore aggiunto in quanto portano vantaggi ai coltivatori di caffè, dando la possibilità a una giovane di andare all’università, dandole un’opportunità di crescere socialmente; il fattore di progresso riguarda quindi tutta la comunità che, grazie all’azienda, può migliorare e migliorarsi.

Questa è solo una piccola parte dei tanti spot legati al caffè degli ultimi cinquant’anni.

Qual è il tuo preferito?

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