Guida ad Instagram per pre-adolescenti e adulti consapevoli

InstagramContentHub ha scelto di pubblicare questa Guida ad Instagram, dedicata a ragazzi, e allo stesso tempo agli adulti che vogliono essere consapevoli dei meccanismi che regolano Instagram e i social network in generale.

Il tema della sicurezza in rete  è uno degli argomenti che sta a cuore alla redazione di ContentHub, per questo ringraziamo la dottoressa Francesca Frattini, marketing manager di PTC Italia, esperta di comunicazione aziendale, anche attraverso i social media e i canali online, per questo suo contributo.

Di Francesca Frattini

Di Facebook e del suo utilizzo da parte degli adolescenti si parla diffusamente, tuttavia sempre più pre-adolescenti usano un altro Social: Instagram.

Che cos’è Instagram

Instagram è un social network fotografico che permette di scattare fotografie, oppure caricarle dalla propria galleria di immagini nel proprio smartphone e pubblicarle (“postarle”), utilizzando alcuni filtri per migliorarle e mostrarle ai propri seguaci o “follower”.

Molti lo utilizzano per promuovere le proprie foto e farle partecipare a vari concorsi o renderle visibili a IMG_0548community di appassionati, inserendo nei commenti gli “hashtag” appropriati per categorizzarle in base all’argomento e renderle rintracciabili all’interno della community di interesse.
Si creano delle vere raccolte di foto basandosi su una parola chiave dedicata inserita preceduta dal simbolo # (es.: #picoftheday #tagforlikes #igersmilano ecc). Chiunque clicchi sull’hashtag o lo digiti nella funzione di ricerca è quindi in grado di vedere ed eventualmente valutare l’immagine pubblicata. Questo non vale nel caso di profili “Privati”, di cui parlerò qui sotto.

È anche possibile inserire i tag nelle foto, consentendo così agli utenti di “taggare” i propri amici nelle foto, ossia “etichettare” la foto con i nomi degli amici fotografati, come in Facebook.

Si pubblicano foto anche per raccogliere “cuori”, l’equivalente dei “Like” o “Mi piace” su Facebook spesso perché le foto più “cuorate” possono vincere i vari concorsi su Instagram, sia amatoriali, sia sponsorizzati da qualche brand.

Si pubblicano foto per condividere momenti particolari con gli amici, sicuramente ci scapperà anche qualche “selfie” (l’autoscatto fatto con lo smartphone) o qualche foto ad amici ed amiche.

Instagram offre anche la possibilità di:

  • commentare le foto
  • inviare una o più foto solo ad uno o più utenti selezionati

in questo modo, il Social finisce con il diventare in alcuni casi una vera e propria chat in cui i vari Utenti/Account si commentano e si scrivono a vicenda o comunicano anche inviandosi foto in privato.

IMG_0549Consigli pratici per utilizzare Instagram ed evitare problemi

Fin qui, tutto bene. Tuttavia, come tutti i Social, anche Instagram è popolato da persone che, grazie all’anonimato, attuano comportamenti non propriamente corretti e sono desiderosi di seguire persone (magari giovani ragazze e ragazzi) per vedere le loro foto o per copiare le loro foto e riutilizzarle come proprie o per prendere in giro chi le ha pubblicate (anzi: “postate”).

Vediamo come evitarli il più possibile.

  • “Anonimizzarsi” e “lucchettare” il proprio profilo

Al momento di aprire il proprio profilo Instagram è opportuno:

  1. Non utilizzare il proprio nome e cognome e non fornire indicazioni circa la città di provenienza nella propria bio: meglio non far sapere, chi siamo e dove viviamo, a perfetti sconosciuti che possono incappare per caso nel nostro profilo, anche se è “lucchettato”, ossia settato come “Privato”, in quanto bio e foto profilo sono visibili a tutti gli utenti
  2. Disabilitare la geolocalizzazione: meglio non far sapere dove viviamo, che scuola frequentiamo e dove è possibile trovarci in ogni momento…
  3. Settare il proprio profilo come “Privato”, in modo che non sia possibile vedere le nostre foto senza autorizzazione e poter controllare chi desidera seguirci. Il potenziale “follower”/seguace dovrà infatti inviare un’esplicita richiesta per poterci seguire e noi possiamo decidere se accettare o meno. Per fare questo è sufficiente:
    1. Andare sulla pagina delle “Attività” (quella che visualizza anche i commenti e chi ha messo un cuore su una vostra foto)
    2. Cliccare in alto su “Richieste di seguirti”
  • Esamina le richieste una ad una, cliccando sull’icona verde (ok) per accettare, oppure sull’icona rossa “x” per rifiutare

Se avete già aperto il vostro profilo e non l’avete “lucchettato”, potete farlo da ora:

  1. Andate sul vostro profilo (icona “omino” in basso a destra”) > cliccate sulla rotellina delle impostazioni, che vedete in alto a destra > settate “Account privato”.
  2. A questo punto suggerisco di passare in rassegna tutti i follower/seguaci e bloccare senza pietà quelli sconosciuti o sospetti. Li trovate sempre partendo dal vostro profilo, cliccando su “Seguaci”. Apparirà una schermata con la lista dei seguaci
    1. Cliccate su nome per andare sul profilo di chi desiderate bloccare
    2. Una volta sul suo profilo, in alto a destra vedrete tre pallini
  • Cliccate e comparirà un menù, la cui prima voce è “Blocca utente” (la seconda è “Segnala”, nel caso di utenti molesti)
  • Fatevi seguire solo ed esclusivamente da persone che conoscete

Una volta impostato il profilo come Privato, chi desidera seguirci può farlo solo previa nostra approvazione. Fatevi seguire solo da utenti che conoscete realmente.

Instagram è pieno di persone che si costruiscono uno o più profili inventati sperando di riuscire più facilmente a seguire ragazzine/i, si chiamano profili “fake”. Esistono anche innocui profili che pubblicano foto di cuccioli per apparire innocui, farsi seguire e far sì che accettiate di farvi seguire. Potrebbe anche capitarvi la richiesta di seguirvi da parte di “organi genitali”: bloccate immediatamente e segnalate l’account. Fate lo stesso con chi non conoscete e insiste a chiedere di seguirvi e avete già rifiutato più volte: bloccate senza ripensamenti.

  • Non rispondete a messaggi diretti da parte di sconosciuti

Non rispondete a messaggi diretti di sconosciuti, né su Instagram, né su Facebook, né su qualunque altro Social. Se insiste: bloccatelo. Ve lo dico chiaro: non sapete di chi si tratti e che intenzioni abbia, può presentarsi come una ragazzina ed essere un uomo di cinquant’anni che cerca di approfittare della vostra fiducia e magari ve lo ritrovate fuori da scuola. Non fidatevi degli sconosciuti.

  • Attenzione al CyberBullismo 2.0 e agli screenshot (questo vale anche per Whatsapp, Facebook, Snapchat, Twitter ecc)

Ogni cosa, foto o testo, che pubblicate su web o in chat, rischia di diventare inevitabilmente di dominio pubblico. I consigli che vi ho fornito servono a limitare i potenziali danni, ma la verità è che esiste il Bullismo versione web, quello che ho chiamato CyberBullismo.

Ecco qualche suggerimento ed esempio di modalità secondo cui questo comportamento, del tutto scorretto, può essere attuato:

  • Tutti gli smartphone consentono di fare “screenshot”, ossia di fotografare la schermata che si sta visualizzando in quel momento, inutile precisare che in questo modo è possibile che vostri commenti o foto possano diventare di dominio pubblico, quindi:
    • Non pubblicate foto di cui potreste vergognarvi, per le ragioni di cui sopra
    • Non scrivete su alcun Social o chat cose che possano essere usate contro di voi, per le stesse ragioni: i vostri commenti su qualcuno possono facilmente essere mostrati all’interessato/a (amico, professore, genitore…) con un semplice screenshot
    • Se qualcuno scrive commenti volgari o inopportuni su una vostra foto, post su Facebook o altro, bloccatelo senza pietà
  • Chiunque metta in atto un comportamento inopportuno, come quelli descritti qui sopra, può sempre (e sottolineo la parola “sempre”!) contare su un certo numero di seguaci a lui/lei analoghi pronti a prendere la palla al balzo e lanciarsi in commenti a supporto, che eccitano ancora di più il molestatore e generano una spirale che non fa che peggiorare la situazione. Ebbene sì, il mondo è pieno di idioti. Se doveste trovarvi in questa situazione, il mio consiglio è:
    • non rispondete alle provocazioni,
    • non commentate,
    • avvisate un genitore (o un adulto di vostra fiducia)
    • e bloccate tutti.

Solitamente basta non rispondere perché il molestatore (di qualunque età) perda interesse, ma è meglio sempre informare un adulto.

  • Postilla su Facebook: attivate l’opzione che consente il “Controllo del Diario”.

Il Controllo del Diario è l’opzione che vi permette di controllare chi vi tagga e dove, in modo da non rischiare di vedervi pubblicati in foto compromettenti. Lo trovate da:

“Impostazioni” > “Impostazioni dell’Account” > “Diario e aggiunta di tag” > “Vuoi controllare i post in cui ti hanno taggato gli amici prima che vengano visualizzati sul tuo diario?”, cliccate sulla domanda e di fianco a “Controllo del Diario” settate “ON”.

In questo modo eviterete di trovare pubblicate sul vostro profilo foto che preferireste non mostrare in giro. Ricordate che è anche possibile segnalare le foto inopportune e richiederne la rimozione.

  • Credete che esageri?

Credete che esageri? Purtroppo no. Frequento i Social da tempo sufficiente per fornirvi esempi per ogni caso che vi ho citato, eccone qualcuno:

  • Una sera, su sua richiesta, ho aperto io stessa l’account Instagram di mia figlia (quasi 12 anni), settandole il profilo come privato e spigandole tutto quanto ho scritto qui sopra. Le ho aperto l’account la sera (ci tengo a sottolineare il momento della giornata e tra due righe ne capirete il motivo) con una sua foto in cui il viso non si vede del tutto, ma è sufficiente a farla riconoscere dagli amici e far capire che si tratta di una ragazzina. Bene, già la mattina dopo aveva la richiesta di poterla seguire da parte di un account che, in base alla foto, apparteneva a quello che poteva tranquillamente essere un mio coetaneo.
  • Ho visto screenshot di foto di profili “aperti” di Instagram pubblicate altrove (su altri Social e condivise via chat con i vari Whatsapp ecc) al solo scopo di prendere in giro il proprietario, anzi: la proprietaria, in quel caso.
  • Ho ricevuto commenti volgarissimi a miei tweet del tutto innocui e l’autore, non contento e particolarmente fiero del gesto, ha anche condiviso il tutto con i suoi Follower attraverso screenshot, riscuotendo, ovviamente, un certo numero di consensi. In questi casi adotto il metodo che vi ho suggerito e definisco: “Non ti curar di loro, ma blocca, segnala e passa” (Dante mi perdonerà).

Mi fermo qui, ma avrei diversi altri esempi da citare.

Mi limito ad un ultimo avvertimento: che lo ammettano o no, aziende e professori sbirciano i profili Facebook dei potenziali candidati per i loro posti di lavoro o dei propri alunni. Prestate sempre molta attenzione a quello che pubblicate.

I Social Network possono essere un mondo bellissimo o un inferno, a seconda di come decidiamo di utilizzarli. Io sono un’appassionata e sono su molti di loro, presto attenzione a chi seguire e da chi mi faccio seguire eppure mi sono ritrovata personalmente in situazioni spiacevoli: i consigli che ho scritto qui sopra sono basati su anni di esperienza personale e osservazione del fenomeno “Social”.

Ci sono altre domande che avresti voluto fare a Francesca Frattini? Scriveteci a scrivi@contenthub.it e proseguiremo l’intervista!


Francesca_FrattiniIn PTC dal 2000, Francesca Frattini è responsabile marketing per l’Italia dal 2009, con la responsabilità di adattare al contesto italiano le strategie marketing definite a livello Corporate, attraverso lo sviluppo dei piani di comunicazione più appropriati per trasmettere efficacemente i messaggi, incluse attività di digital marketing e content marketing. Appassionata di social media a livello personale, gestisce l’account Twitter italiano @PTC_Italia e i contenuti italiani della pagina PTC su Linkedin e parte dei contenuti del blog italiano dedicato alla soluzione CAD PTC Creo, contribuendo attivamente all’accrescimento del numero di follower. In precedenza ha ricoperto vari ruoli all’interno dell’azienda, tra cui la responsabilità del marketing di canale a supporto dei rivenditori in Italia e penisola iberica, nel 2008 e 2009, e la responsabilità dell’organizzazione e della promozione di due eventi executive internazionali tenutisi a Boston nel 2014. Prima di PTC ha lavorato, sempre in ambito marketing, in SGI (ex Silicon Graphics) e Alias|Wavefront. Laureata in Economia aziendale all’Università Bocconi di Milano nel 1995.

 

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