Come attirare la buona sorte o scacciare i guai? Ecco 5 metodi degli antichi!

La fortuna è sempre stata in ogni epoca tanto desiderata; se noi oggi cerchiamo di favorirla con il ferro di cavallo, il corno, il quadrifoglio … come facevano gli antichi?

Ecco 5 metodi per propiziare la fortuna secondo gli antichi, e poi chissà può essere che funzionino anche per noi!

1. MEDUSA

La terribile Gorgone dai capelli serpentini, in grado di pietrificare chiunque incontrasse il suo sguardo, per i romani rappresentava una fedele alleata in grado di proteggerli contro i nemici, compresa la malasorte!
Erano soliti apporre la sua immagine fuori le abitazioni o i templi, su ciondoli per bracciali o collane e soprattutto sugli scudi o sulle armature come monito per i nemici.

2. GLI OCCHI


Rappresentavano un importante simbolo di protezione, li ritroviamo soprattutto sulla pittura vascolare. Numerose sono le coppe che recano la raffigurazione di due occhi; quando la coppa veniva utilizzata diventava una sorta di maschera con lo scopo di proteggere chi stava bevendo dai malefici del vino e da eventuali sguardi malevoli. Non a caso ancora oggi parliamo di malocchio… e vi dirò da più, dalle mie parti si dice che «gli occhi secchi so peggio delle schioppettate!»

3. LE PUNTE DI FRECCIA


Le punte di freccia, che in epoca preistorica erano state dei pericolosi strumenti da offesa, nei secoli successivi assunsero la funzione di talismani portafortuna. Si pensava infatti che avessero una provenienza divina; Plinio racconta che questi oggetti si formavano durante i temporali, erano per questo definite delle pietre di fulmine.

4. GLI UCCELLI NOTTURNI


Dalle Metamorfosi di Apuleio leggiamo: « […] li prendono e li inchiodano alle porte perché con la loro morte atroce facciano penitenza delle disgrazie che il loro volo infausto reca alle famiglie». Non c’è bisogno di ulteriori spiegazioni, è abbastanza chiaro che questo rito, di origine romana, aveva lo scopo di creare una barriera contro gli spiriti maligni, rendendo la casa uno spazio protetto.

5. FALLI PORTAFORTUNA


In molte civiltà del mondo antico grande importanza era data al fallo, ritenuto origine della vita e incarnazione della forza generatrice. Per i romani il fallo era un forte simbolo apotropaico in grado di scacciare e allontanare le forze maligne. Indispensabili oggetti nelle case romane erano i tintinnabula: dei sonagli composti da campanelle attaccate a dei falli di varie dimensioni; spesso questi avevano gambe animalesche che ne aumentavano l’efficacia. I tintinnabula erano appesi nei pressi degli usci di case o botteghe e avevano il compito, grazie anche al tintinnio indotto dal vento, di proteggere dagli spiriti maligni ed evitare che entrassero nelle abitazioni.

Chissà se questi espedienti, frutto di credenze popolari, non avessero poi gli effetti sperati … bisognerebbe provarli tutti!

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