Photo Ark: una moderna arca di Noè!

uccelli-tramonto

Quante volte ti sarà capitato di accendere la tv e di sentire al telegiornale che il clima sta cambiando, che le foreste scompaiono o che una particolare specie animale rischia l’estinzione (o si è definitivamente estinta, come è accaduto qualche settimana fa al puma orientale, l’acerrimo nemico di Lessie, dichiarato scomparso dall’agenzia statunitense per la fauna)?

Sicuramente quello della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema che ci circonda è uno dei maggiori problemi della nostra epoca e, in tutto il mondo, sono molteplici le iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di questo argomento. Con un po’ di cinismo potrei dire che sono forse troppe queste iniziative! Non mi fraintendere: l’argomento è importante ma parlarne troppo, e soprattutto parlarne nella maniera sbagliata potrebbe farci abituare a questa tematica, trasformandoci in ascoltatori passivi che magari riconoscono il problema ma non si sentono in grado di poter fare niente per cambiare la situazione.

Da un anno a questa parte (il progetto è in realtà attivo da molti più anni ma la notizia è arrivata al grande pubblico solo recentemente) c’è un’iniziativa nuova che affronta il problema della scomparsa della biodiversità in maniera innovativa, strizzando giustamente un occhio alle moderne tecnologie e ai nuovi canali di comunicazione. Il progetto di chiama Photo Ark ed è stato avviato circa 10 anni fa da Joel Sartore.

Dopo anni passati a lavorare come reporter fotografico per National Geographic, Sartore ha avuto un’illuminazione e ha deciso di intraprendere una nuova avventura. Si è infatti reso conto che dei suoi tanti servizi fotografici (indiscutibili dal punto di vista tecnico) solo un paio avevano colpito nel segno l’opinione pubblica. La sua missione è quindi diventata quella di fotografare tutte le specie animali presenti sul pianeta per dare una testimonianza della biodiversità che ci circonda e di quello che lentamente e nemmeno così tanto lentamente stiamo perdendo.

Credits: www.joelsartore.com

Più di 10 anni di lavoro fino a questo momento e oltre 7000 specie animali fotografate ma l’obiettivo è quello di ritrarle tutte e 12000 per una durata complessiva di 25 anni.

A Sartore non interessa più riprendere un leone appostato, pronto ad attaccare la sua preda nel mezzo della savana o il salto di un delfino in pieno mare aperto. Quello che gli interessa è catturare gli occhi di questi animali per dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, di quanta fierezza, grazia e intelligenza sono dotati gli esseri viventi con cui condividiamo questo pianeta prima che sia troppo tardi e ricordarci che hanno diritto al loro posto nel mondo tanto quanto noi. E proprio per evidenziare gli occhi, il fotografo ha deciso di utilizzare una tecnica molto particolare che pone il focus sull’animale.

Credits: Anne Tritt, www.audubon.org

Ha iniziato  a visitare zoo, riserve e altre strutture di questo tipo sparse per tutto il pianeta per effettuare scatti su un fondale liscio, o completamente bianco o completamente nero. In questo modo ogni animale avrà lo stesso trattamento e sarà sempre il vero e unico protagonista dello scatto. Per gli animali più grandi il fondale viene direttamente inserito nelle gabbie, per quelli più piccoli o gli uccelli Joel ha brevettato uno speciale mini studio fotografico che gli permette di ottenere scatti fantastici e garantisce, al tempo stesso, una discreta tranquillità all’animale.

Il progetto oltre ad essere meraviglioso è anche ambizioso e ben ideato anche dal punto di vista della comunicazione. Infatti, non solo esiste un sito internet in cui trovare tutte le informazioni riguardanti il progetto, poter sfogliare l’album fotografico che al momento conta 25202 foto (ed è oltretutto facilissimo da consultare: hai in mente un animale, dall’esotico leone al più comune pollo? Basta effettuare una semplice ricerca per nome per vedere tutti gli scatti relativi) o infine comprare uno o più scatti e finanziare il progetto, ma Photo Ark è particolarmente attivo anche sui social, in particolare su Instagram (@joelsartore) dove quotidianamente vengono caricate foto e brevi video che in pochi secondi fanno il giro del mondo e ottengono un grandissimo successo in termini di like.

Credits: www.joelsartore.com

Se ti ho incuriosito un po’ non solo ti invito a visitare il sito di Photo Ark e a dare un’occhiata al suo profilo Instagram, ma ti informo che fino al 22 aprile presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma sarà possibile visitare una mostra, super interattiva e tecnologica, dedicata proprio a questo progetto.

 

E ricorda, come dice Joel, “we all can make a difference”.

More from Nicolò Giommetti
50 sfumature “eschimesi” di neve!
Ora possiamo dirlo: siamo sopravvissuti a Burian! La settimana passata quasi tutto...
Read More
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *