Internet of Things: tra nuove opportunità e pericoli inediti

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Il termine Internet of Things (spesso abbreviato in IoT) da qualche tempo sembra essere sulla bocca di tutti: l’internet delle cose, o per meglio dire degli oggetti, è il modo in cui si è scelto di definire il fenomeno che vede il progressivo sviluppo di un web che non connette solo computer e altri dispositivi creati ad hoc, ma anche oggetti che fanno parte del vivere quotidiano, come elettrodomestici e mezzi di trasporto.
L’Internet of Things rappresenta la naturale evoluzione di un processo in corso da anni, che mira a sfruttare a pieno le possibilità offerte dalla rete, connettendo tra loro tutti gli strumenti che ci circondano e rendendo possibile un continuo flusso di dati e scambio di informazioni.

Le applicazioni più semplici dell’IoT riguardano la domotica, ovvero l’insieme dei sistemi che possono essere introdotti in casa per automatizzare alcune attività come, ad esempio, la regolazione dell’illuminazione, l’accensione di lavatrice o lavastoviglie oppure l’impostazione dell’orario di attivazione dei sistemi di riscaldamento.
Il punto di forza delle soluzioni proposte dall’IoT sta nel fatto che tutti gli apparecchi citati possono essere controllati anche da remoto, magari utilizzando una semplice applicazione sviluppata ad hoc tramite lo smartphone o il tablet.

Ovviamente, le applicazioni dei principi dell’Internet of Things non si limitano all’ambito domestico. Piccole e grandi imprese possono trarre enormi vantaggi dal punto di vista dell’ottimizzazione delle risorse e delle procedure, ad esempio integrando all’interno di un programma gestionale sistemi che rilevino automaticamente le merci in ingresso e in un’uscita dai propri magazzini.
La realizzazione di software su misura di questo genere implica la necessità di rivolgersi a un team in possesso di una lunga esperienza nello sviluppo di gestionali, perché non è possibile accontentarsi di una soluzione standard, ma occorre studiare con attenzione le reali esigenze dell’attività e capire come sfruttare a pieno il potenziale dell’IoT.

L’Internet of Things presenta importanti applicazioni anche a livello urbanistico e industriale: basti pensare alla possibilità di rendere più “smart” le città, unificando il controllo dell’illuminazione cittadina, la verifica dei sistemi di videosorveglianza o la regolazione dei semafori stradali con un semplice click e ricevendo costantemente un feedback relativo al loro funzionamento o alla presenza di eventuali guasti.

La progressiva digitalizzazione dei dati e la diffusione capillare del web in tutti gli ambiti e gli aspetti della quotidianità sembra essere un processo ormai inarrestabile e, con ogni probabilità, il risultato finale sarà un netto miglioramento della qualità delle nostre vite: ad esempio, potrebbe essere possibile monitorare costantemente i parametri fisiologici di un paziente e inviarli direttamente a chi si occupa di seguirne la terapia.

D’altra parte, alla diffusione degli oggetti smart e alle tante novità da essi introdotte nelle nostre vite, si affiancano anche tutta una serie di pericoli inediti, legati alla facilità con cui malintenzionati in possesso delle giuste nozioni tecniche potrebbero riuscire ad avere accesso non solo ad informazioni sensibili, ma addirittura al controllo remoto di strumenti e apparecchiature.

Secondo uno studio condotto da Gartner, nei prossimi anni la spesa destinata alla cosiddetta “IoT security”, ovvero alla sviluppo di sistemi di protezione in grado di tutelare gli oggetti e gli apparati connessi alla rete, registrerà un forte incremento in tutto il mondo, passando dagli attuali 348 milioni di dollari agli 840 milioni previsti per il 2020.
L’importanza di questi sistemi di difesa sarà capitale: in mancanza di meccanismi di protezione adeguati, qualunque hacker potrebbe riuscire ad introdursi in una rete domestica o peggio in quella di obiettivi sensibili, come aeroporti o centrali elettriche, manomettendola a proprio piacimento.
Inoltre, episodi di violazione della propria privacy e sottrazione di dati sensibili rischierebbero di trasformarsi nella norma, con tutte le conseguenze del caso.

L’Internet of Things è destinato a rivoluzionare le nostre vite, proseguendo un percorso già intrapreso con il boom di tablet, smartphone e, recentemente, smartwatch e altri dispositivi indossabili. Date le enormi potenzialità di queste tecnologie e la vastità della loro portata, è auspicabile che i legislatori si adoperino tempestivamente per mettere a punto normative che mirino a stabilire degli standard di sicurezza ben precisi e a regolamentare questo mercato in via di sviluppo.

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